Radiazioni e fotosensibilità


Tutti gli articoli di questo blog, specialmente riguardo le formule cosmetiche, vanno sempre valutati con attenzione. Alcune definizioni, affermazioni e considerazioni, vanno sempre prese con le pinze. Le ricerche sulle sostanze cosmetiche possono prendere risvolti diversi. Per cui, informatevi e chiedete sempre quando leggete qualcosa che non vi convince


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venerdì 22 aprile 2016

Radiazioni e fotosensibilità

(La Cute) - FOTOSENSIBILITA' e REAZIONI


PREMESSA

Alcuni ingredienti cosmetici possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione sulla cute, ma non sempre si hanno le idee chiare sugli effetti e le conseguenze dell' uso inadeguato e incompetente di alcune sostanze anche quando sono presenti avvertenze e precauzioni d'uso
Per quanto mi riguarda ho voluto fare una ricerca a tal proposito
Approfondire il discorso sulla fotosensibilità è importante e anche se andiamo incontro all'inverno vorrei cercare di affrontare l'argomento sulla protezione della cute che non è un aspetto prevalentemente estivo ma riguarda tutto l'arco dell'anno, teniamo presente che il sole c'è anche quando non lo vediamo e non solo quando andiamo al mare
Per fotosensibilizzante si intende qualunque sostanza che applicata sulla cute o assunta per via orale, è in grado di aumentare la sensibilità della pelle alla luce.

RADIAZIONI SOLARI
La luce ultravioletta (UV) è emessa dal sole sotto forma di onde luminose invisibili, solo le radiazioni UVA e UVB riescono a raggiungere il suolo terrestre, si può essere sensibili solo ad un tipo di luce solare o ad una più ampia gamma di radiazioni. La fotosensibilità più comune è causata dai raggi UVA, ma anche le lampade abbronzanti producono UVA e/o UVB e sono raggi artificiali che corrispondono alle radiazioni solari naturali.


(L´atmosfera terrestre, tramite processi di assorbimento e diffusione, agisce come un filtro rispetto alle radiazioni provenienti dal sole. In particolare:
· la radiazione UVC (la più dannosa per la vita a causa del suo alto contenuto energetico) viene
completamente assorbita dall´ozono e dall´ossigeno degli strati più alti dell´atmosfera;
· la radiazione UVB viene anch´essa in buona parte assorbita, ma una non trascurabile percentuale
(circa il 10%) riesce a raggiungere la superificie terrestre;
· la radiazione UVA riesce in buona parte (circa il 90%) a raggiungere a superficie terrestre)

Copertura nuvolosa

La copertura nuvolosa, se spessa, può bloccare la radiazione UV. Una nuvolosità fine o intervallata permette il passaggio quasi totale della radiazione UV. Se la nuvolosità è costituita da nubi isolate tipiche di condizioni di bel tempo, è possibile che la radiazione UV che raggiunge il suolo in un certo punto sia addirittura maggiore che in condizioni di cielo sereno.

Caratteristiche della superficie

Per valutare l'esposizione dell´uomo alla radiazione UV si deve tener conto, oltre che della radiazione che arriva direttamente dall'atmosfera, anche di eventuali fenomeni di riflessione che dipendono dalla superficie: i prati, il suolo nudo e l´acqua riflettono meno del 10% della radiazione incidente, la sabbia arriva ad un 25%, mentre la neve può arrivare anche all´80%.


La fotosensibilità è una reazione anomala della cute indotta dall'esposizione solare e si manifesta con la fotodermatosi, cioè un'eruzione cutanea con eritemi, pruriti e scottatture anche dopo brevi esposizioni solari e non sempre, in quanto la cute può essere particolarmente sensibile anche al sole invernale. La sensibilità individuale alle radiazioni ultraviolette dipende da diversi fattori, da una predisposizione genetica o anomalie nella pigmentazione. Può essere indotta da prodotti applicati sulla cute quindi per via topica o da farmaci per via orale, nel caso di reazioni di origine esogena (esterna) concorrono oltre alla luce solare, sostanze fototossiche o fotosensibilizzanti come numerosi farmaci , cosmetici, vegetali.

Se di alcuni farmaci non si potesse fare a meno, per alcuni prodotti cosmetici è preferibile evitarne l'uso come per esempio, profumi, lozioni e deodoranti prima di esporsi al sole


Le lesioni più frequenti sono caratterizzate da eritemi e bolle localizzate nella zone del contatto e possono lasciare sulla pelle la forma della foglia o dell'erba che ha provocato la reazione proprio come un tatuaggio. Ci sono poi reazioni più intense e fototossiche spesso legate a lozioni a base di essenze vegetali come bergamotto, mallo di noce, estratto di fico usate durante l'esposizione al sole. Alcuni agenti fotosensibilizzanti applicati sulla cute possono essere farmaci a base di disinfettanti, antistaminici, anestetici, antiacneici, catrame e derivati


La diagnosi ovviamente dovrà farla il dermatologo che provvederà ha valutare la situazione soggettiva, le lesioni cutanee ed eventualmente ricorrere a dei test;
nei casi acuti si dovrà ricorrere a terapie sintomatiche, in altri casi con creme lenitive-antinfiammatorie evitando qualsiasi apportatore di calore come anche bagni e docce calde che provocano un'ulteriore vasodilatazione con conseguente gonfiore


Prodotti solari tradizionali

I protettivi solari in commercio devono rispondere a certi requisiti che prevedono anche la protezione nei confronti degli UVA ma, pur non essendo del tutto efficaci possono offrire una protezione pari almeno ad 1/3 del fattore di protezione dichiarato.
I benzofenoni (come l'ossibenzone e il mexenone) sono agenti schermanti efficaci, ma occorre ricordare che sono idrosolubili e perciò devono essere riapplicati dopo una sudorazione profusa o dopo il bagno.
L'acido para-amino benzoico (PABA) e suoi derivati, ingredienti comuni dei protettivi solari, contengono una parte sulfonamidica comune alle tiazidi, alle sulfaniluree e alla furosemide e possono indurre essi stessi fotosensibilizzazione; quindi chi è allergico a questi farmaci dovrebbe usare protettivi solari che contengono ossibenzone o cinnamati. Tra i protettivi più efficaci si parla ancora di quelli a base di ossido di zinco e di biossido di titanio. 
I prodotti attualmente sul mercato hanno in parte superato il problema che li rendeva cosmeticamente poco accettati, ossia quello di lasciare sul corpo uno strato denso e bianco, soprattutto quando applicati su aree estese.
Queste stesse misure profilattiche possono essere utilizzate da quei soggetti che pur non assumendo farmaci presentano vitiligine o albinismo, dovuti a mancanza parziale o totale di melanina, oppure nei soggetti di carnagione chiara che hanno la cosiddetta pelle "che si ustiona sempre senza abbronzarsi mai" (fototipo 1). 


Alcuni ortaggi e piante che rendono la pelle di certe persone più sensibile agli effetti della luce UV sono:
Finocchio, aneto, anice, tiglio, angelica, pastinaca, sedano, prezzemolo, lime, limoni e fichi inoltre piante come carota, ruta, fico, noce, bergamotto contengono sostanze fototossiche(furocumarine, psoraleni)
Le reazioni insorgono dopo poche ore e sono aggravate dall'esposizione degli UVA
.

Alcune reazioni fototossiche sono causate da prodotti cosmetici applicati sulla pelle prima dell'esposizione al sole in quanto possono contenere ingredienti come oli essenziali ricchi di terpeni ma esiste anche un'ipersensibilità individuale che non ha le stesse conseguenze per tutti

Per i trattamenti schiarenti meglio ricorrere a questi durante il periodo invernale proprio per evitare la formazione di nuove macchie, associando un trattamento protettivo, tutti i trattamenti esfolianti devono essere accompagnati dall'uso di filtri UV in quanto riducendo gli strati superficiali della cute ricchi di cheratina, si è più esposti all'assorbimento dei raggi ultravioletti


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