12/09/15

Deodoranti - Sudore e meccanismi di azione

I deodoranti



Nella storia dei deodoranti si scorrono formule a base di ossido di zinco, poi sali di allume, borace con sali di allume, dalle creme agli spray, poi negli anni '50 compaiono i roll-on con alluminio cloridrato, vent'anni dopo escono gli stick antitraspiranti con siliconi e cetilico, e antitraspiranti in crema

La secrezione spontanea (perspiratio insensibilis) è una perdita di liquido costante dovuta a situazioni di origine psicologica o di attività fisica che diversamente dal sudore comune è formata da goccioline di acqua che evaporano al contatto dell'aria.
La sudorazione è un processo fisiologico che ha un suo preciso compito che è quello di disperdere calore quando le temperature sono eccessivamente calde o quando si fa un'attività fisica, ma ha l'aspetto sgradevole caratterizzato dal cattivo odore dovuto all'azione del sudore con le sostanze sebacee della superficie cutanea, anche se in diversa misura contribuiscono a questo processo sia le ghiandole apocrine che le ghiandole eccrine.

Le ghiandole apocrine sono localizzate a livello del derma profondo e sulla superficie cutanee sono collegate attraverso un dotto fino alla struttura del pelo. Sono situate nelle ascelle, condotti uditivi, area anogenitale, areola mammaria. Danno luogo ad un pH alcalino e ricco di sostanze aromatiche (feromoni) che negli animali sono richiamo sessuale e determinano il territorio, la produzione è continua e può aumentare ai solleciti emozionali. Sono più sviluppate nella donna.


Le ghiandole eccrine sono molte di più e distribuite in tutto il corpo, dal palmo della mano ai piedi, ascelle e fronte. Sono costituite perlopiù da acqua e cloruro di sodio, poi in meno concentrazione di urea, glucosio ed altri sali con un pH 4/6

Le ghiandole sebacee sono invece più attive sul viso e in alcune zone del corpo superficialmente. Sono ghiandole controllate dagli ormoni androgeni ed estrogeni i primi stimolanti i secondo produttivi. Sono le responsabili della produzione del sebo.

le ghiandole sudoripare Medichesse Clo


Odore

L'odore ha provenienze di vario genere, dall'alimentazione alla salute, dalle intossicazioni agli odori diversi secondo le zone del corpo, dal cuoio capelluto, ascelle, genitali, secrezioni cellulari del sebo e del sudore
La secrezione delle ghiandole forma l'odore quando viene a contatto con la flora batterica sulla cute, gli enzimi dei batteri digeriscono le sostanze eccrine e apocrine composte da acidi grassi liberi che sono i responsabili dell'odore, questa azione avviene a certe temperature e ad un pH alcalino, i batteri maggiormente responsabili sono i Gram+ che sviluppano un odore acre e caprino
Le ascelle sono un luogo appetibile in questo fenomeno, in quanto anche la presenza di pelo diffonde maggiormente la formazione di questi odori, l'intensità degli odori è legata alla quantità di batteri presenti sulla cute e provenienti maggiormente dalle ghiandole apocrine
Le ghiandole eccrine sono responsabile del caratteristico odore di piedi ma spesso questo fenomeno è legato all'uso di materiali sintetici, umidità assenza di areazione.


In cosmetica le conoscenze sono basate su studi della fisiologia del sebo e del sudore, in particolare le ghiandole apocrine: : deodoranti e antitraspiranti


Sudore e meccanismi di azione

Un deodorante ha una struttura complessa, le sostanze impiegate non esplicano sempre la loro azione, l'attività sudorifera è soggettiva, gli ingredienti devono rispettare la fisiologia cutanea.
Quando questa attività è elevata si ritiene indispensabile l'allontanamento degli odori sgradevoli neutralizzando l'odore naturale con antitraspiranti in cui la funzione dei principi attivi deve diminuire o limitare la sudorazione. Il meccanismo d'azione delle sostanze attive dovrebbe avere queste prerogative:

antitraspiranti
battericidi
antiossidanti
coprenti
antienzimatici
adsorbenti

Gli antitraspiranti possono essere anche nocivi in quanto riducono la naturale fuoriuscita del sudore se l'azione non rispetta un adeguato equilibrio. Vengono utilizzati sali di allume che agiscono più sulla riduzione del sebo creando una sorta di tappo e impedendo al sudore di uscire dal dotto o altre ipotesi che sono state fatte, riguarda il rigonfiamento cellulare del dotto escretore provocato dai sali di allume che ne riduce il lume limitando la sudorazione. In sinergia possono essere impiegate sostanze vegetali come Amamelide, Ratania,Tormentilla o altre piante dalle proprietà antibatteriche

I deodoranti agiscono in una delle zone più fertili della flora batterica dove incidono temperatura, pH, peluria e quindi i composti battericidi e batteriostatici ne impediscono lo sviluppo.

I battericidi agiscono sui microrganismi ma nel tempo potrebbero modificarne l'equilibrio fisiologico, alcune di queste sostanze sono vietate nei cosmetici almeno qui in Europa o devono seguire una normativa di concentrazione d'uso

I batteriostatici hanno un'attività meno aggressiva nei confronti della flora batterica ma per compensare l'effetto è consigliabile affiancarli a sostanze naturali antimicrobiche che assicurano l'attività deodorante e una maggiore tollerabilità, alcune di queste sostanze sono oli essenziali salvia, timo, rosmarino, bergamotto, limone, lavanda, malaleuca, che bloccano la moltiplicazione dei batteri e sono quindi batteriostatici che evitano la formazione dei cattivi odori.

Gli antienzimatici hanno il compito di infiltrarsi per ingannare gli enzimi batterici, qui entra in gioco il Triethyl Citrate, un olio che penetra nel follicolo, viene attaccato dagli enzimi batterici al posto del sebo naturale, di conseguenza la molecola idrolizzata libera alcol etilico e acido citrico, il primo svolge un'azione batteriostatica e l'acido citrico abbassa il pH impedendo la formazione di acidi grassi causa del cattivo odore, l'acido citrico inoltre svolge un'azione antiossidante e astringente sui pori. Gli antienzimatici hanno anche altri vantaggi che sono quelli di migliorare l'azione deodorante e non alterare la flora microbica

Gli antiossidanti impediscono i processi ossidativi delle sostanze contenute nel sebo e nel sudore impedendo la formazione degli odori sgradevoli, un mix adatto può essere dato dal tocoferolo, acido citrico, o sintetici: BHT e BHA

Le sostanze adsorbenti non agiscono sulla secrezione del sudore ma catturano gli odori volatili comportandosi come sostanze chelanti, che possono essere lo zinco ricinoleato, zinco glicinato, zinco carbonato, ossido di zinco di calcio o di magnesio. I primi test col ricinoleato è stato fatto in America nel '60 spruzzando questa sostanza sull'immondizia durante lo sciopero dei netturbini. :)
In ogni modo non pare sia sufficiente come azione antiodorante pur durando più al lungo l'attività

Le sostanze coprenti sono le note profumate che possono essere date dagli oli essenziali che hanno anche l'attività di cui sopra, ossia un'azione antisettica, mantenendo una concentrazione fino allo 0,5% per evitare sensibilizzazioni e allergie e perchè una concentrazione maggiore non migliora più di tanto l'azione antibatterica, quelli più consigliati per questa finalità sono timo rosso e sostanze aromatiche come citrale ed eugenolo.

Riguardo la formulazione di un deodorante a parte tutto ciò che è stato detto, ci sono altri ingredienti fondamentali come :

solventi
propellenti
emollienti

I solventi come ad esempio alcol etilico o isopropilico ad alte concentrazioni agiscono come veicoli antibatterici ma possono anche provocare reazioni irritanti. L'alcol etilico denatura le proteine della cute e inibisce la decomposizione del sudore

I propellenti sono gas liquidi a temperatura ambiente miscelati con altri ingredienti che provocano la dispersione di particelle durante la vaporizzazione (aerosol- inquintanti)

Gli emollienti migliorano la gradevolezza del cosmetico sullo strato corneo, possono essere oli e grassi naturali e/o sintentici (appunti dal Manuale del Cosmetologo)

08/09/15

Emulsioni multiple


A questo punto mi sembra giunto il momento di parlare
delle emulsioni multiple

step preparazione A/O/A medichesse

Tra le tecniche nelle formulazioni delle emulsioni si distinguono anche sistemi multipli O/A e A/O e sono composizioni del tipo A/O/A (Acqua/Olio/Acqua) e O/A/O (Olio/Acqua/Olio), sono sistemi emulsionanti particolari che formano una dispersione di micelle contenenti goccioline composte da un liquido identico o simile a quello presente nella fase continua.
Questo sistema da la possibilità di inserire e proteggere le sostanze attive idrosolubili facilmente alterabili nella fase interna acquosa delle A/O/A o come nel caso delle O/A/O impiegare principi attivi liposolubili facilmente ossidabili, nella fase interna lipidica. La loro particolarità sta nel fatto che le sostanze funzionali vengono rilasciate nel tempo, in modo più controllato migliorando la stabilità dei componenti, inoltre posseggono tutte le caratteristiche delle emulsioni A/O o O/A. Alcuni studi hanno confermato queste funzionalità prendendo in esame la caffeina e confrontando le sue proprietà rilasciate con una emulsione multipla rispetto ad una tradizionale del tipo O/A.
(Tatto dal Manuale del Cosmetologo)
Tra queste due tipologie quella più interessante riguarda le A/O/A sia per funzionalità che per piacere sensoriale sulla pelle, sono molto adatte come trattamenti per il corpo

Vediamone il procedimento

Per prima cosa dobbiamo creare un'emulsione A/O con il metodo emulsionante che preferiamo, a caldo, a freddo, inserendo gli attivi e le sostanze che vogliamo diano al prodotto la sua finalità, cercando di creare un'emulsione abbastanza stabile e possibilmente dalla struttura consistente, se la crema viene troppo fluida l'emulsione verrà fluida al contrario avremo un prodotto più sodo e compatto quindi più stabile...
Dovremo poi creare una fase esterna che è composta da un bel gel fermo, dove inseriremo un emulsionante e altri pochi ingredienti.
Quindi l'obiettivo sarà quello di creare una crema composta dalla nostra A/O completa dei nostri attivi e sostanze funzionali, che verrà unita poi al gel esterno

Faccio un esempio pratico per essere più chiara, prendendo in esame una mia formulazione semplice come test.
Ho usato una fase gelificata con il poliacrilato di sodio in quanto l'emulsionate A/O (in questo caso GC Emulsol W/O) richiedeva un polimero per un risultato più stabile, ma si può creare un' A/O come vogliamo, con l'emulsionante che preferiamo, l'importante è tenere in mente che le sostanze attive importanti dovremo inserirle in questa prima emulsione.

Emulsione A/O

Fase A
acqua a 100
poliacrilato di sodio 0,5

Fase B
olio di riso 10
cetiol sensoft 2
caprylis 3
olio di girasole 5
GC Emulsol W/O 1,5
conservante 0,6

AO MEDICHESSE


A questo punto prepariamo il nostro gel esterno, ho usato il carbomer che mi da una certa sicurezza essendo un ottimo viscosizzante.stabilizzante-emulsionante la percentuale d'uso la stabilirò in base agli ingredienti in formula considerando che devo poi creare un'emulsione multipla.
Bisogna anche tenere presente che, come in tutte le preparazioni, ci vuole un pò di tecnica, un pò di esperienza ma anche pratica, per cui a volte ci si rende conto che potevamo abbassare o alzare le percentuali di un emulsionante, di aggiungere più gelificanti, di aiutarci con un coemulsionante, e così via, a forza di provare ed andare a tentativi si arriva ad un giusto equilibrio e troviamo il nostro metodo personale e che ci soddisfa.
(Non abbandonate al primo tentativo, abbiate fede!)

Per dare ancora più stabilità all'emulsione ho aggiunto un emulsionante idrofilo, anche in questo caso potete scegliere quello che volete o che avete in casa e fare le vostre prove (io ci sono andata un pò pesante potevo sicuramente abbassare le percentuali sia del carbomer che dell'emulsionante)
Volendo fare una crema di 100g ho preparato un gel al 50% per poi unirlo al 50% della mia A/O, ma si può decidere di farne quanta ne vogliamo, per esempio possiamo unire 40g di fase esterna con 60g di A/O, o 30/70, 50/50, 100/100 e così via... insomma dipende dalla formula e dal risultato che vogliamo ottenere

Quindi prepariamo la nostra fase esterna

GEL ESTERNO:

acqua a 100
carbomer 1
Glyceryl Stearate Citrate 1,5
cetilico 1
(a freddo)
olio di calendula 5
conservante 0,6
pH 5,5

Prepariamo quindi un'emulsione O/A tradizionale, emulsioniamo l'Olio in Acqua, conservante, misuriamo il pH, aspettiamo che tutto si raffreddi
Quando tutto è freddo sia la nostra A/O che l'O/A possiamo unire le nostre emulsioni... versiamo poco alla volta mescolando a mano l'A/O nella nostra fase esterna, sempre a mano mescolando fino ad amalgamare il tutto, avremo così la nostra A/O/A

06/09/15

Lecitina

La Lecitina di soia




Cerchiamo di capirne i costituenti e le peculiarità cosmetiche

La lecitina è un costituente della nostra membrana cellulare, dal punto di vista chimico ha una regione liposolubile e una idrosolubile è in grado di tenere insieme la fase grassa da quella acquosa per questo motivo è anche un emulsionante.
Dal punto di vista cosmetico ha proprietà emollienti, condizionanti, idratanti ed elasticizzanti, non per ultimo come ho detto sopra, emulsionanti-stabilizzanti.

Il suo componente principale è la fosfatidilcolina che è un fosfolipide con un ruolo importante sia dal punto di vista nutrizionale che cosmetico, è uno dei principali componenti della membrana cellulare che regola la fluidità, integrità e permeabilità anche per questo viene utilizzata nei trattamenti delle adiposità localizzate, se iniettata è in grado di solubilizzare i grassi riducendo il volume delle cellule che li contengono, dal punto di vista cosmetico la sua azione drenante si può ottenere in sinergia con altri attivi drenanti e vasoprotettivi (equiseto, caffeina, centella, alghe, antiossidanti, idratanti ed emollienti), per quanto, bisogna essere cauti a causa di controindicazioni nel suo uso durante l'allattamento e in gravidanza, allergie alla soia, problemi epatici e altre problematiche soggettive.
La lecitina di soia si disperde in acqua anche ad alte temperature, ha una struttura liposomiale ossia è composta da molecole incapsulate in grado di veicolare gli ingredienti attivi negli strati sottocutanei, per questo motivo si evita una sollecitazione meccanica che potrebbe romperne la struttura
Viene utilizzata come attivo nutriente, idratante, per pelli sensibili, secche e disidratate, come ristrutturante nei balsami per capelli, nei prodotti da risciacquo, come rinforzante per le unghie, nei trattamenti da massaggio anticellulite.

Come ingrediente cosmetico dalle proprietà co-emulsionanti può essere usata con l'aggiunta di un emulsionante ceroso e ne migliora la stabilità in questo caso l'uso è stabilito dal 2 al 4%, mentre da sola dal 3 all'8% sempre tenendo conto dei grassi in formula. Sto parlando della lecitina di soia in granuli, mentre, per quanto riguarda la Lisolecitina è un emulsionante in forma liquida o in forma stabilizzata con un HLB più alto può essere usata anche da sola dal 3 al 5% con o senza coemulsionanti, un altro metodo per usare la lecitina in granuli è il Lecimix un emulsionante fai da te più facile da utilizzare:


LECIMIX

Prendere 60g di lecitina in granuli e macinarla per ridurla in polvere
40g di olio vegetale termostabile (quello che preferite, anche di girasole va benissimo)
lecimix Medichessemettere l'olio a bagno maria e appena ben caldo unire la lecitina in polvere poco alla volta e mescolare, ci metterà un pò a sciogliersi ma lo farà senza problemi, continuate a mescolare e togliete dal fuoco, verrà un impasto simile al miele un pò più duretto che prenderà anche più consistenza da freddo... l'emulsionante è pronto


La lecimix da creme fluide se non è accompagnata da un fattore di consistenza che consiglio vivamente a meno che non si scelga di fare volutamente un prodotto fluido. si può usare fino all'8% ma va considerato che colora la crema e l'odore non è dei migliori, il mio consiglio è quello di abbassare la percentuale d'uso, usare un coemulsionante o fattore di consistenza e avrete una bella crema con l'aggiunta dell'attività e i costituenti della lecitina, vanno sempre considerate le percentuali di grassi contenute in formula

Osservazioni personali

Cosmetico Medichessa Clo


Parola chiave "raffinatezza"


Un cosmetico è di per se un prodotto ben studiato, che deve contenere attivi e ingredienti adatti perchè risulti compatibile con la nostra pelle, oltre a questo, secondo il mio modesto parere, dovrebbe darci piacere anche all'occhio.

Trattamento pelli con couperose

Trattamento
pelli con couperose

A
Idrolato di amamelide a 100 (1gcc sol soda)
carbomer 0,5
glicerina 2
xantana 0,1
allantoina 0,3

B
Glyceryl stearate citrate 2
cetilstearilico 1,5
olio di girasole 0,5
cetiol sensoft 0,5
Dicaprylyl ether 1
fitosteroli di AZ 1 *
karitè 1,5
tocoferile acetato 0,5
squalane 1
gamma orizanolo 0,5

C
aloe 2
niacinamide 2
betaina anidra 2
tocoferolo 0,5
bisabololo 0,5
EIGA di liquirizia(radice) 2
EGlicerico di rusco 2
EGlicolico di ippocastano 2
shuttle escina 1,5
cosgard 0,6
ph 5,5/6



*Gratissima Persea (avocado) olio, fitosteroli, Olea Europaea (oliva) insaponificabile dell'olio
(ho aggiunto una sola goccia di oe di mandarino verde che è un olio leggero con proprietà calmanti e purificanti, ma non è necessario, l'ho messo per nascondere un pò l'odore degli emulsionanti e del conservante che mi sembra un pò fastidioso)

03/09/15

Le A/O (emulsioni Acqua in Olio)

Le A/O (emulsioni Acqua-Olio)




La tecnica delle emulsioni A/O (Acqua/Olio) si differenzia da quella che conosciamo meglio (O/A) in quanto alla miscela degli emulsionanti più grassi viene aggiunta l'acqua lentamente e in continua agitazione. Intanto possiamo dire che sono state le prime emulsioni ma con gli anni sono state prese poco in considerazione per il fatto che risultano più pesanti e grasse, poi è subentrata la lanolina per i preparati ad uso topico.

I grassi che vengono utilizzati in questo tipo di emulsioni vanno dal 25 al 50% per ottenere prodotti fluidi e resistenti all'acqua come ad esempio i solari, dal 35 al 65% le creme cominciano ad essere più grasse e più adatte per i massaggi, gli struccanti e alcuni protettivi per bambini. In queste formulazioni si possono aggiungere ossido di zinco, caolino ed altre polveri per ottenere le così dette paste ipoidriche.

Come già ho accennato in altri articoli le emulsioni A/O sono formate dalla fase esterna lipofila, per questo motivo risultano più unte e meno piacevoli sulla pelle, ma hanno anche un aspetto positivo che è quello di apportare una durevole idratazione in quanto restano più a lungo sulla pelle riducendo la perdita di acqua transepidermica, inoltre alcuni attivi liposolubili come ad es le Vitamine, vengono intrappolati con la fase esterna distribuendosi sulla cute uniformemente, in aggiunta a questo si può dire che l'evaporazione dell'acqua avviene lentamente e ne favorisce il massaggio.
Questo tipo di emulsione ha l'aspetto positivo di proteggere i principi attivi ma l'aspetto negativo è che la fase esterna liposolubile è più instabile ed esposta agli agenti esterni, non è adatta a pelli grasse e per temperature caldo-umide.
Detto questo oggi esistono materie prime ed emulsionanti di vario genere a cui possono essere aggiunti oli leggeri ed esteri che possono anche sostituire le cere (sono loro a rendere anche più pesante le creme), l'acqua può anche arrivare all'80% a differenza delle prime emulsioni dove la percentuale era nettamente inferiore.
Come si riconosce se l'emulsione è A/O oppure un O/A?
Prendiamo una piccola quantità di prodotto e la mettiamo su un contenitore o sulla nostra pelle, lasciamoci cadere qualche goccia di acqua, se la diluizione avviene uniformemente sarà un O/A


Questo metodo di emulsionamento crea un processo più a rischio riguardo la stabilità che può avvenire anche nelle O/A ma nelle A/O le modificazioni nella struttura emulsionante sono dietro l'angolo.
Il controllo della stabilità di un'emulsione avviene in varie fasi, durante l'emulsione, dopo e nel tempo..

I fenomeni che possono crearsi sono "SEDIMENTAZIONE"quando le goccioline non vengono a contatto con l'acqua, nella maggior parte dei casi avviene la "FLOCCULAZIONE che anticipa la rottura definitiva dell'emulsione, in seguito avviene la "COALESCENZA"dove vediamo un agglomerato che determina la rottura definitiva delle due fasi.
Può anche avvenire un'inversione di fase quando si verifica una modificazione dell'emulsione e passa da un'A/O ad un O/A e viceversa

Quello che determina questi inconvenienti, che tanto ci fanno tribolare, non è sempre facile da capire, si va per intuizione, le emulsioni sono fenomeni complessi e possiamo dare alcune spiegazioni di questo genere:

- scelta dell'emulsionante
- rapporti fase acquosa e fase grassa
- incompatibilità tra gli ingredienti
- procedimento di lavorazione
- temperature sbagliate
- metodo di agitazione
- assorbimento di aria che ne modifica la viscosità
- confezionamento
ma le cause possono essere molteplici, sono emulsioni complesse e delicate, a volte bisogna usare l'intuito, bisogna andare per tentativi e per ipotesi, non sempre la logica premia ma solo l'esperienza e lo studio

Uno specchietto che può determinare le composizioni di un A/O potrebbe essere il seguente:




Quali emulsionanti scegliere

Come dicevo prima oggi ci sono metodi e ingredienti moderni che migliorano la stabilità dell'emulsione e rendono un prodotto anche meno grasso rispetto al passato, a me piace come sistema emulsionante, ovviamente vanno viste e studiate le caratteristiche delle sostanze da usare, la sua funzionalità e finalità, devono essere prodotti adatti a certi tipi di pelle o per uso topico.
Questo tipo di emulsione non ha bisogno di un monitoraggio del pH, a meno che abbiamo ingredienti che lo richiedono ma spossiamo misurarlo nella fase acquosa.
La fase acquosa non necessita di gelificanti (ma anche questo è un aspetto da valutare caso per caso perchè non è scontato!)

Ci sono sistemi emulsionati a freddo che permettono l'eliminazione delle cere e ci ottimizzano il lavoro evitando il bagno maria (che diciamolo è una scocciatura), come ce ne sono altri che possono essere usati sia a caldo che a freddo, o accompagnati da coemulsionatni cerosi ed eventualmente abbinati ad altri tipi di emulsionanti, in questi casi i valori HLB ci sarebbero di aiuto.

Ci sono vari tipi di emulsionanti adatti alle A/O e farne una lista sarebbe inutile visto che escono alla velocità della luce però qualcuno di quelli che io stessa ho utilizzato ve lo riporto di seguito:

Polyglyceryl-3 Sorbityl Linseedate (o EWOCREAM), deriva dall'olio di lino, è adatto a prodotti per le pelli sensibili e delicate, gelifica la fase acquosa, da maggiore stabilità, ne migliora la spalmabilità e l'idratazione cutanea, permette emulsioni a freddo e si usa dal 2 al 5%, l'ideale è il 3% con il 15% di grassi ma anche questo aspetto si acquisisce con l'uso e un pò di esperimenti. Non necessita dell'uso di cere (per quanto ho riscontrato che una anche piccola percentuale di sostanza cerosa ne potenzia la stabilità), un altro aiuto viene dato dai sali che possono essere dal sale di cucina come il sale Epsom o anche ad esempio la betaina anidra che ne migliora la stabilità insieme agli idrogenati, e buona norma sarebbe l'uso di esteri
- altro tipo di emulsionanti possono essere l'Isolan GO33 o GPS (Polyglyceryl 3 oleate - Polyglycerryl - 4 Diisostearate/Polyhydroxystearate/Sebacate.) si può usare una fase grassa anche fino al 30%, la procedura avviene sia a caldo che a freddo, anche qui è necessaria una percentuale di elettroliti dall 1 al 1,5%
Olivem 900 (Sorbitan Olivate) che però è ceroso quindi va sciolto nel bagno maria, può accompagnare anche l'Isolan, idrogenati e oli vegetali, volendo l'aggiunta di altra cera ne migliora la consistenza


Per il momento mi fermerei qui, vi scriverò un paio delle mie formule A/O per farvi vedere il risultato, la maggior parte di voi conosce già molti fornitori che vendono le materie prime, cercate di farvi dare le schede tecniche e in caso contattateli per avere informazioni più dettagliate sugli ingredienti.
Crema viso per pelli sensibili

A
olio di girasole 8
olio di calendula 6
cera d'api 2
lanolina 1
ewocream 3 B
Acqua a 100
magnesio solfato eptaidrato 0,5*
gel d'aloe 5
estratto idroalcolico di avena 3 ***
estratto idroalcolico di iperico 3
C
conservante 0,6
oe lavanda e rosmarino 12gtt in tutto

Crema avena


* serve per stabilizzare l'emulsione ma si può sostituire con sale da cucina
***gli estratti se non li avete non li mettete e aggiungete acqua
Questa è un' Emulsione A/O . Per chi avesse a disposizione l'ewocream e alcuni di questi ingredienti... vi dico che è semplicissima.Usare solo un cucchiaio o spatola per mescolare a mano energicamente, mentre si mescola all'inizio sembra non emulsionare ma non desistete perchè girando energicamente otterrete l'emulsione, bella liscia e lucida. Preparare la fase A (che in questo caso è quella grassa)e mettere a bagnomaria scaldare anche la fase B. Quando A è sciolta aggiungerla B in A poco poco poco alla volta mescolando fino all'ultima goccia, quando avete messo tutta la fase B in A continuate a mescolare energicamente come per lo zabaione, quando vedete che si è compattata e cremosa liscia e lucente aggiungere il conservante che deve essere idrosolubile (cosgard) nel caso contrario ci vuole un solubilizzante, 10/12gtt di oe anche senza solubilizzante ce la fanno ad emulsionarsi! non serve misurare il pH nelle A/O. ma se fossero previsti ingredienti con indicazioni di un pH particolare, si può misurarlo nella fase acquosa, appuntare il pH e tenerne conto all'inserimento di sostanze particolari
 (il colore è orrido, non ci fate caso!!) 

Stesso discorso della crema alla malva, da usare solo come trattamento lenitivo, sfiammante in caso di irritazioni e rossori, NON come una comune crema viso.


Crema viso alla malva per pelli delicate
emulsione A/O

A
olio di girasole 8
olio di calendula 8
cera d'api 3,5
lanolina 2
ewocream 4
B
Acqua 20 con mucillagini di malva a 100 45,3
magnesio solfato eptaidrato 0,5
estratto idroalcolico di avena 1,5
estratto idroalcolico di iperico 1,5
C1
olio iperico 2,5
elicriso 2,5
C2
antiranz 5gtt
conservante 0,6

Quest'emulsione si regge per miracolo quindi è bene stare attenti a tutti gli ingredienti senza cambiare una virgola, è stata una scommessa con me stessa per vedere come reagivano le mucillagini di malva in una crema... consiglio di farne poca Le A/O sono emulsioni tendenzialmente grasse e anche in questo caso sarebbe meglio usare una crema del genere solo per zone del viso colpite da rossori e dermatiti quindi non da usare tutti i giorni come una normale crema viso, ma considerarlo un trattamento provvisorio lenitivo.

POSSO AGGIORNARE CON PIACERE CHE QUESTA CREMA E' DURATA TANTISSIMO (POI DEVO DIRE CHE L'HO USATA QUINDI NON SAPREI DIRVI DI PIU'), MA COSA DITE DI UNA CREMA CHE E' DURATA QUASI UN ANNO? BEH IO DIREI CHE HA TENUTO PIU' CHE BENE, FUORI DA OGNI ASPETTATIVA! LASCIAVA UNA SENSAZIONE FRESCHISSIMA SULLA PELLE, MOLTO IDRATANTE E DELICATA...

crema alla malva


Esperimento A/O con gelificante


Esperimento con un nuovo emulsionante A/O di cui si sa ancora poco e niente, l'ho acquistato al posto dell'Ewocream per provarlo, ma dalla scheda tecnica del venditore si riportano delle informazioni incomplete, manca ad esempio la percentuale di oli che regge questo emulsionante.
Si chiama GC-Emulsol WO ( INCI - Polyglyceryl -3 Triolivate), per il resto dice :
"Consente la formazioni di emulsioni lucide e cremose, leggere e facilmente assorbibili con tocco morbido.
...l'utilizzo di qualunque tipo di olio, anche ad elevata polarità. La gelificazione della fase acquosa può essere realizzata con polimeri idrosolubili oppure con un emulsionante in grado da creare una struttura reticolare, ciò consente di sostituire le sostanze cerose non più in sintonia con il nuovo concetto di emulsioni WO , adesso si desiderano emulsioni leggere, fresche, morbide e facili da spalmare. Consente l'impiego di qualsiasi tipo di olio polari o apolari senza differenze nel risultato finale. Le principali proprietà del prodotto sono:
- formazione di strutture stabili sia a freddo che a caldo
- verstilità d formulazione
- facilità e rapiditùìà di produzione.
Aiuta a:
Ottenere emulsioni ricche e nutrienti
Disperdere in modo omogeneo il filtri fisici nei prodotti solari
Proteggere la pelle dal sole anche in acqua
Migliorare la brillantezza nei prodotti make up
Ridurre la secchezza delle labbra dovuta ai rossetti"
uso 0,5/1,5%

Detto questo ho iniziato a sperimentare considerando che in genere queste emulsioni hanno necessità di essere più stabili di altre e quindi ho fatto delle prove inserendo dei sali come si usa fare per l'Ewocream, avendo anche come riferimento il fatto che in genere la gelificazione non è necessaria Ho provato tutte le possibilità possibili, sia con che senza gelificante, con e senza le cere, con lanolina, con idrogenati, con i sali...mi sono consultata perchè proprio non capivo  e abbiamo pensato appunto di aggiungere le cere visto che con uno zic di xantana l'emulsione è avvenuta, ma essendo liquida magari aveva bisogno di un aiutino...ho usato un 20% di grassi circa, ho anche aggiunto olivem 900 oltre la cera bellina e magnesio stearato; mi manca la lecitina, o provare ad aumentare la xantana o usare carbomer...!
Voglio essere più chiara per non dar luogo a fraintendimenti, la gelificazione nelle A/O non è una scoperta dell'America, ma io non avevo ancora mai osato, essendo un nuovo emulsionante e avendo chiesto lumi a chi ne sa più di me sono andata per tentativi.

La prima formula che ha retto un pò meglio, ossia ha emulsionato anche se la consistenza è un latte fluido, era questa:

Fase A
Acqua - 6
Glicerina - 2.00
Gomma Xanthano - 0.20
Betaina Anidra - Trimetilglicina - 2.00

Fase B
Olio di Riso - 4.00
Caprylis - 3.00
Burro Karité - 2.00
Dicapryl Ether - 1.50
Ethylhexyl Stearate - 1.50
Cetiol Sensoft - 1.50
squalane - 1.00
Tocoferile Acetato (Vit. E Acetato) - 1.00
olio di ricino idrogenato - 1.00
Tocoferolo - 0.50
oliolito calendula - 3.00
Olivem 900 - 2.00
Cera Bellina - 1.00
Magnesio Stearato - 1.00
Silice Micronizzata - 0.30
conservante - 0.60
GC Emulsol - 1.50

avevo aggiunto le cere altrimenti restava troppo liquida, il risultato è stato un'emulsione avvenuta,  ma fluida

ESPERIMENTO AO


Non mi sono data per vinta e dopo una serie di prove come ho detto sopra, ho deciso di usare un gelificante ad una percentuale più alta per crearei un gel più fermo e quindi la prova successiva l'ho voluta fare con il poliacrilato, ma le percentuali non sono precise, ho fatto un pò alla carlona.

Ovviamente la terrò sott'occhio e vi aggiornerò, per la nuova formula di prova non ho usato ne attivi ne ingredienti preziosi, ma sembra riuscita:

A
acqua a 38
poliacrilato 0,5

A2
Acqua 40
(aggiungo al gel poco alla volta e mescolo)

B
riso 10
cetiol sensoft 2
caprylis 3
olio di girasole 5
emulsol 1,5
conservante

Il gel di poliacrilato che è venuto sodissimo per cui ho preferito dividere l'acqua e aggiungerla al gel per renderlo più fluido e amalgamarlo meglio nei grassi, inserito un cucchiaino alla volta e mescolando ininterrottamente con energia, l'emulsione è avvenuta anche se all'inizio mi sembrava non riuscire, ci vuole pazienza per certe cose e insistere

A parte la formula ripeto, solo da esperimento, la crema è bellissima!


esperimento GC-Emulsol WO


Questa è la dimostrazione che i nuovi emulsionanti anche per le A/O cambiano la loro struttura e, mentre prima, l'uso dei gelificanti era escluso, con questi  è necessario per rendere l'emulsione più stabile